Schizofrenia e Psicosi

Cosa si intende per psicosi?

Il termine psicosi raggruppa una serie di disturbi caratterizzati da una grave distorsione e trasformazione della realtà. Le persone affette da psicosi perdono la capacità di distinguere la realtà dall’immaginazione, sentono voci o vedono cose che non esistono e si comportano di conseguenza in modo “strano” e spesso incomprensibile. Le manifestazioni più evidenti dei disturbi psicotici sono i deliri e le allucinazioni.

Il delirio è un’idea falsa, priva si attinenza con la realtà, di cui il soggetto è assolutamente convinto e che difende anche davanti a inconfutabili evidenze del contrario. I deliri hanno contenuti specifici, come essere convinti di essere perseguitati “dalla gente” o da persone specifiche (delirio di persecuzione), ritenere che i propri pensieri ed azioni siano controllati da altre forze o persone (delirio di influenzamento) oppure di essere personalità importanti destinate a raggiungere grandi obiettivi e/o di avere poteri sovrannaturali (delirio di grandezza).

Le allucinazioni sono suoni, immagini, odori, sensazioni tattili o gustative che l’individuo percepisce come reali, ma che esistono solo nella sua mente. Le allucinazioni più frequenti sono quelle uditive, caratterizzate da rumori, musica, ma soprattutto voci, conosciute o sconosciute, che gattoparlano fra di loro o con il paziente ed esprimono in genere commenti critici e offensivi nei suoi riguardi, anche se, meno frequentemente, possono dargli “buoni” consigli. Anche le allucinazioni visive sono abbastanza comuni con immagini che spesso spaventano o terrorizzano il paziente.

Nell’esperienza psicotica deliri e allucinazioni si manifestano spesso contemporaneamente e si alimentano l’un l’altro. La realtà viene trasformata e deformata, il pensiero diviene confuso, incoerente e oscuro, mentre il ragionamento perde progressivamente la sua logica per diventare sempre più incomprensibile.

Nella figura sono riprodotti quattro dipinti di Louis Wain, un pittore del diciannovesimo secolo specializzato in ritratti di gatti e affetto da psicosi cronica. Il primo ritratto mostra un gatto dipinto in una fase di benessere. Gli altri, realizzati durante la progressione e il peggioramento della malattia, ci aiutano a comprendere come la realtà possa venire alterata e distorta dalla psicosi.

 

Schizofrenia: sintomi e decorso

La schizofrenia è un disturbo psicotico caratterizzato da un insieme di sintomi che si possono presentare variamente associati fra loro e che devono persistere per almeno sei mesi:

  • Grave distorsione della realtà, con deliri e allucinazioni, sovrapponibile a quella di tutti i disturbi psicotici.
  • Difficoltà di linguaggio con risposte brevi e spesso incoerenti con conseguente incapacità di condurre una conversazione.
  • Indifferenza per gli eventi piccoli e grandi della vita quotidiana, ridotta espressività del viso e del tono  di voce, sguardo sfuggente o assente.
  • Mancanza di interesse ed entusiasmo per gli eventi quotidiani.
  • Ridotta cura della propria persona, con scarsa igiene e abbigliamento sciatto e non curato.
  • Comportamenti bizzarri o privi di senso.
  • Risposte emotive inappropriate (ad esempio ridere in situazioni tristi o senza alcun motivo).
  • Progressiva riduzione, fino alla perdita, dei rapporti sociali e della capacità di attendere alle normali attività della vita quotidiana.
  • Irritabilità, sospetto, scarso controllo degli impulsi con comportamenti a volte aggressivi o violenti.

Occorre subito precisare che la diagnosi di schizofrenia non è sempre facile, in quanto molti dei sintomi su citati sono comuni anche ad altri disturbi. Pertanto, è sempre indispensabile una valutazione accurata e prolungata nel tempo del paziente prima di emettere una diagnosi definitiva. In genere, i primi sintomi della schizofrenia appaiono nella tarda adolescenza o nella prima giovinezza. In media gli uomini vengono colpiti intorno ai 20-25 anni e le donne intorno ai 30. In alcuni soggetti, il disturbo si manifesta improvvisamente, senza segni premonitori, con i sintomi psicotici sopra descritti. Tuttavia, in molti casi, l’esordio della schizofrenia è lento ed insidioso, caratterizzato da comportamenti eccentrici e inappropriati, indifferenza agli eventi della vita, abbandono delle proprie attività e isolamento sociale, ridotta cura della persona, sospettosità e scoppi di rabbia.

Il decorso e l’evoluzione della malattia sono variabili. Alcuni soggetti presentano l’alternarsi di remissioni e ricadute più o meno frequenti del disturbo, mentre in alcuni casi l’esito è, purtroppo,  un deterioramento psichico cronico. Oggi, la diagnosi precoce, i nuovi farmaci antipsicotici, il minore ricorso al ricovero protratto e le migliori condizioni di assistenza psichiatrica hanno permesso di modificare notevolmente il decorso della schizofrenia e il numero di casi con un soddisfacente miglioramento della sintomatologia è molto aumentato rispetto al passato.

 

Cause e fattori di rischio della schizofrenia

Le cause della schizofrenia non sono ancora state completamente chiarite. Il disturbo è, comunque, determinato da lesioni solo in parte conosciute, di alcune aree e circuiti cerebrali, conseguenza dell’interazione fra predisposizione ereditaria e fattori ambientali.

In dettaglio:

  • Predisposizione ereditaria: avere familiari (genitori, fratelli, zii o nonni) affetti da disturbi psicotici aumenta significativamente il rischio di ammalarsi.
  • Fattori ambientali: 

    cervello- Mancanza di ossigeno al momento del parto, come può avvenire nel parto prematuro o prolungato
    - Infezioni contratte dal feto durante la gravidanza 
  • - Malattie virali dell’infanzia
    - Violenze fisiche, psicologiche e sessuali durante l’infanzia

Trattamento della schizofrenia

Anche se la schizofrenia è un disturbo grave e frequentemente cronico, esistono attualmente valide terapie  farmacologiche e di supporto psico-sociali che permettono di:

  • Controllare deliri e allucinazioni
  • Ridurre la frequenza e la durata dei ricoveri ospedalieri
  • Migliorare le condizioni di vita e i rapporti sociali
  • Rendere il paziente più indipendente
  • Ridurre l’abuso di alcool e droghe
  • Ridurre il rischio di suicidio

Terapia farmacologica

I farmaci utilizzati per la schizofrenia prendono il nome di “antipsicotici”. Essi sono particolarmente efficaci nel controllare i sintomi psicotici, cioè deliri, allucinazioni e disorganizzazione del pensiero. Purtroppo, non esistono al momento farmaci veramente efficaci sui cosiddetti sintomi negativi: ritiro sociale, appiattimento affettivo, mancanza di interessi ed iniziativa.

E’ importante ricordare che:

  • Il disturbo schizofrenico richiede controlli specialistici periodici, specie nei momenti di crisi, e trattamento farmacologico continuativo, in quanto la sospensione della terapia, anche per brevi periodi, porta a ricadute che richiedono spesso il ricovero ospedaliero coatto
  • pillolaDal momento che I PAZIENTI SCHIZOFRENICI NON HANNO COSCIENZA DI MALATTIA, cioè non ritengono di essere ammalati, è fondamentale che i familiari controllino assiduamente l’assunzione giornaliera dei farmaci.
  • Evitare assolutamente l’uso di droghe ed alcool. 
  • Assumere in dosi limitate stimolanti come caffè e tè.

 

 

 

 

SUPPORTO PSICO-SOCIALE

La metodologia generalmente indicata per questo tipo di disturbo è la terapia di tipo supportivo. Spesso è utile coinvolgere la famiglia nel trattamento poiché il paziente schizofrenico può esibire comportamenti disorganizzati tali da compromettere le aree di funzionamento globale e il proprio livello di autonomia. Fondamentale è l’istituzione di una buona alleanza terapeutica, lavorare per costruire un rapporto di accudimento e di base sicura con il paziente.

Infatti, occorre sottolineare jpche il paziente schizofrenico è caratterizzato da un’estrema sospettosità e diffidenza nel prossimo che viene vissuto come ostile e minaccioso ed in tal senso, un intervento coercitivo, caratterizzato da contenzione accrescerebbe questo atteggiamento.

Quando il paziente si scompensa i meccanismi di diffidenza si attivano al massimo e in questo caso risulta fondamentale riuscire a creare un diverso pattern relazionale disinnescando la diffidenza e attivando meccanismi di cooperazione.

L’intervento parte dalla gestione dei sintomi e dei problemi per arrivare alla loro comprensione e ristrutturazione pertanto gli obiettivi sono i seguenti:

  • Creare un clima di fiducia e ascolto
  • Ripristinare le funzioni principali della persona
  • Gestione dei fenomeni dispercettivi
  • Trattamento del delirio e delle distorsioni cognitive
  • Promuovere la strutturazione, l’integrazione e la definizione dell’io
  • Lavorare sulla socializzazione e le competenze sociali
  • Ricostruire la storia di sviluppo e integrare la malattia nella dimensione biografica

 

Per quanto concerne la famiglia occorre:

  • Sostituire le regole disfunzionali con regole chiare e funzionali al sistema
  • Favorire una comunicazione chiara priva di doppi messaggi all’interno della famiglia
  • Sviluppare il rafforzamento dei confini interni al sistema
  • Promuovere l’individuazione dei membri e superare l’invischiamento

Come aiutare i malati di disturbo bipolare

  • Offrire comprensione e sostegno emotivo, come si farebbe con una persona affetta da un’importante malattia fisica
  • Dal momento che i soggetti affetti da schizofrenia tendono spesso a non accettare le terapie, occorre controllare l’assunzione quotidiana dei farmaci prescritti
  • Informare immediatamente il medico di fiducia in caso di sospensione della terapia da parte del paziente e se compaiono episodi psicotici, in modo da consentire tempestivi ed adeguati provvedimenti terapeutici.

A cura di: Alessandro Rotondo, Gitana Giorgi e Ciro Conversano

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