Labiopalatoschisi

CHE COS’È LA LABIOPALATOSCHISI

La labiopalatoschisi, è una mancata saldatura del labbro superiore (detta anche labbro leporino) nel neonato associata ad una mancata fusione del palato.

 

I DISAGI PSICOLOGICI CHE POSSONO ESPERIRE I BAMBINI

I bambini affetti da labiopalatoschisi spesso necessitano di un supporto psicologico specifico perché possono manifestare difficoltà di adattamento conseguenti alla difficoltà nell’accettare il proprio aspetto fisico e le proprie difficoltà nell’espressione del linguaggio. Inoltre questi bambini nel loro percorso evolutivo possono andare incontro a difficoltà di inserimento con il gruppo dei pari, problemi emotivo-relazionali, di accettazione, autostima e bassa tolleranza alla frustrazione.

I bambini con labiopalatoschisi si trovano sotto stress in quanto devono affrontare un lungo percorso di cure e operazioni complesso e possono manifestare ansie e paure che devono trovare un momento di espressione, di ascolto e di comprensione.

 

LA REAZIONE DEI GENITORI ALLA DIAGNOSI DI LABIOPALATOSCHISI

Per i genitori scoprire che il proprio figlio è affetto da labiopalatoschisi è un evento traumatico ed include manifestazioni psicologiche quali negazione, senso di colpa, lutto e depressione. I genitori frequentemente vanno da un dottore all’altro, cercando una dichiarazione che possa permettere loro di escludere il problema del figlio. Dopo la conferma della diagnosi la reazione dei genitori sembra seguire uno schema che prevede alcune fasi:

  • La reazione di disperazione al momento della conferma della diagnosi vissuta come perdita del sogno che il loro bambino sarebbe stato uguale a tutti gli altri e perdita delle aspettative iniziali.
  • Segue uno stato di shock, una situazione di breve durata in cui i genitori si estraniano dallo stato di crisi come meccanismo di difesa.
  • La fase successiva è quella dell’ammissione, quando i genitori cominciano a rendersi conto della terribile gravità della situazione e a recepirla emotivamente, attraverso vissuti d’inadeguatezza e confusione. L’emozione più rilevante che emerge è la rabbia, che porta ad impotenza e frustrazione, cui segue un forte senso di colpa e la ricerca della causa.
  • Insorge il rifiuto come meccanismo di difesa per ridurre la tensione raggiunta durante lo stadio d’ammissione: i genitori consultano altri specialisti sperando in una diagnosi ottimistica, o diventano socialmente attivi per evitare di occuparsi direttamente del loro bambino, che è spesso trascurato.
  • La presa di coscienza è il passo successivo e i genitori s’impegnano ad aiutare il figlio a diventare un essere umano responsabile, cosa che si verifica nella fase dell’azione costruttiva, in cui i genitori dirigono i loro sforzi a ristrutturare il loro sistema di vita.

 

LE CAUSE

Le cause di queste malformazioni congenite non sono ancora del tutto chiare. Quello che si sa è che si sviluppano nel feto entro il terzo mese di gravidanza, Sono numerosi i fattori che potrebbero incidere sull’insorgere delle schisi, primi fra tutti quelli ereditari, ma possono influire altri fattori come il fumo, le infezioni, l’uso di alcuni farmaci e l’abuso di alcolici da parte della madre.

 

L’INTERVENTO PSICOLOGICO

l'intervento psicologico, è basato non solo sul bambino, ma sulla presa in carico del contesto familiare

  • SUPPORTO PSICOLOGICO CON IL BAMBINO Un supporto psicologico adeguato può aiutare questi bambini ad avere più fiducia in se stessi e a superare eventuali prese in giro dal gruppo dei pari. Il bambino può essere aiutato a trovare delle risposte e delle modalità adattive per far fronte alla propria situazione e ai momenti di difficoltà, per poter crescere in modo sereno. Dunque l'intervento psicologico è mirato a far acquisire al bambino una maggior consapevolezza, ad esprimere e gestire le proprie emozioni. Inoltre diventa importante implementare i livelli di autostima e autoefficacia del bambino, rafforzare la tolleranza alle frustrazione, potenziare le abilità comunicative e relazionali.Mentre per la gestione degli aspetti comunicativo - relazionali, può essere utile un training sull'assertività e sulle abilità sociali.

 

  • SUPPORTO PSICOLOGICO ALLA COPPIA GENITORIALE La coppia genitoriale può essere aiutata ad elaborare lo shock iniziale, la rabbia, il senso di colpa e di impotenza che tale diagnosi può far esperire. Inoltre i genitori spesso si trovano coinvolti in un vortice di cure mediche, ospedalizzazioni, dove non rimane spazio per l’elaborazione personale dei propri vissuti. La coppia si trova a dover affrontare momenti di forte stress e i genitori possono sviluppare delle vere e proprie patologie come la depressione. Un supporto psicologico può aiutare i genitori nell’affrontare questa situazione.

 

  • PARENT TRAINING Spesso i genitori diventano iperprotettivi o troppo esigenti, ponendo al bambino delle richieste a volte scarse, a volte eccessive. Dunque diventa importante coinvolgere la famiglia fornendo un percorso formativo affinché i genitori possano imparare, ad ampliare le strategie educative da utilizzare nelle varie situazioni e ad attuare scelte educative che facilitino l’autoregolazione nel bambino.Il parent training permette ai genitori di:
    • imparare a comprendere il problema del figlio
    • imparare ad affrontare il problema con strategie più adeguate
    • modificare l’atteggiamento verso il problema del figlio
    • lavorare sul senso di colpa trasformandolo in consapevolezza
    • lavorare sul loro senso di autoefficacia e sugli aspetti emotivi-relazionali.

Scritto da: Gitana Giorgi

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