Disturbo di Ansia Generalizzata

Disturbo d’ansia generalizzata

Laura ha 35 anni. Da circa due anni ha palpitazioni, sensazione di nodo alla gola e allo stomaco, vertigini,19tremori alle mani, sempre sudate. Le bastano piccoli problemi, piccoli imprevisti per entrare in allarme e temere di “non farcela”, “non trovare soluzioni”, “pensarci tutto il giorno”. Si è recata da cardiologi, otorinolaringoiatri, gastroenterologi che, dopo approfondite e spesso (inutilmente) ripetute indagini, hanno escluso che soffra di qualsiasi disturbo, tranne...ANSIA. Tuttavia, sebbene riconosca di preoccuparsi eccessivamente, non riesce a smettere di farlo e, a volte, continua a pensare “di avere qualche malattia” che nessuno riesce a capire.

I sintomi accusati da Laura sono principalmente ansia e preoccupazioni eccessive e incontrollabili per la maggior parte della giornata da almeno due anni e sono caratteristici del disturbo d’ansia generalizzata.

 

Sintomi e decorso del disturbo d’ansia generalizzata

Più in dettaglio, i sintomi del disturbo d’ansia generalizzata sono suddivisibili in quattro gruppi:

  • Ansia
  • Tensione psicologica
  • Tensione somatica
  • Sintomi vegetativi

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L’ansia è la caratteristica principale del disturbo e condiziona la vita   e le attività dei pazienti. Tutti i problemi quotidiani, dai più piccoli ai più grandi, sono motivo di tensione psicologica con preoccupazione eccessiva e costante, incapacità a rilassarsi, sensazione di pericolo ed allarme cronico. Un piccolo ritardo di un figlio o del coniuge, un lieve malore di un familiare vengono vissuti con la certezza di un grave incidente o una malattia incurabile.

L’ansia si accompagna invariabilmente a tensione somatica con tremori, dolore nella regione del collo, delle spalle e degli arti (spesso diagnosticati come “fibromialgie”), cefalea “tensiva” (il classico “cerchio alla testa”) e sintomi vegetativi quali sensazione di nodo alla gola o soffocamento, palpitazioni, sudorazione, sensazione di testa pesante o vuota, nausea, diarrea, “difficoltà digestive”.

Il disturbo ha un andamento cronico e compromette in modo significativo la vita familiare, lavorativa e sociale del paziente che si sente “assediato” dall’ansia e “non compreso da amici e familiari” con cui i rapporti diventano spesso tesi e difficili.

Sovente, per vincere l’ansia, i pazienti con ansia generalizzata abusano di tranquillanti e analgesici e, a volte, di droghe e alcol con conseguente rischio di tossicodipendenza. Inoltre, il continuo stato d’ansia si può complicare con demoralizzazione e anche depressione.

 

Trattamento del disturbo d’ansia generalizzata

La terapia farmacologica.

I farmaci utilizzati nella terapia del disturbo di panico appartengono a due categorie: ansiolitici e antidepressivi.

Gli ansiolitici sono rappresentati prevalentemente dalle benzodiazepine. Agiscono rapidamente, ma la loro azione è “sintomatica” e limitata nel tempo. NON VANNO USATI CONTINUATIVAMENTE PER LUNGHI PERIODI perché, in tal caso, danno dipendenza e assuefazione. La dipendenza porta a manifestazioni di astinenza se il farmaco viene sospeso bruscamente con sintomi analoghi a quelli di un episodio d’ansia acuto. L’assuefazione alle benzodiazepine comporta l’assunzione di dosi crescenti del farmaco nel tempo per ottenere l’effetto ansiolitico con aggravamento degli effetti collaterali, soprattutto la costante sensazione di stanchezza.

21Gli antidepressivi utilizzati per la terapia del disturbo di ansia generalizzata appartengono prevalentemente alla categoria chiamata SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Questi farmaci iniziano ad agire dopo circa tre-quattro settimane di trattamento che va poi protratto nel tempo dopo la scomparsa dei sintomi. Il farmaco va sempre sospeso gradualmente e sotto stretto controllo medico per evitare ricadute Gli antidepressivi non danno né dipendenza, né assuefazione. Dal momento che ognuno ha una risposta individuale e specifica al trattamento, non è possibile stabilire a priori quale sarà l’antidepressivo “migliore”: la terapia va “personalizzata” e questo richiede la stretta collaborazione fra psichiatra che prescrive e paziente che riferisce al medico benefici ed eventuali inconvenienti della cura che sta seguendo.

Quando l’ansia è particolarmente accentuata si utilizzano per il trattamento piccole dosi di farmaci utilizzati prevalentemente nella terapia dei disturbi psicotici, chiamati neurolettici o antipsicotici. La loro indicazione primaria non deve ingannare il paziente: il disturbo d’ansia generalizzata non ha nulla a che vedere con le psicosi o la schizofrenia. Questi farmaci posseggono, infatti, una potente e rapida azione di sollievo dell’ansia e sono utili nei casi resistenti al trattamento con antidepressivi e ansiolitici.

I pazienti con ansia generalizzata dovrebbero evitare l’assunzione di bevande stimolanti che contengono caffeina e teina (caffè, tè, coca-cola, bevande “energizzanti” come Redbull, Burns e simili,) che, aumentando l’ansia e favorendo l’insonnia, ostacolano la guarigione. Va anche evitata l’assunzione di alcolici che, oltre a determinare, se assunti in eccesso, alterazioni comportamentali, interagiscono negativamente con i farmaci antidepressivi e ansiolitici

 

La psicoterapia

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Un tipo di terapia particolarmente utile nel trattamento del disturbo d'ansia generalizzato è la terapia cognitivo comportamentale. Questo tipo di terapia analizza le distorsioni cognitive del soggetto del modo di guardare il mondo e se stesso. Il terapeuta aiuta la persona che soffre di disturbo d’ansia generalizzata ad identificare i pensieri negativi automatici che contribuiscono all’insorgenza dell’ansia. Quindi il soggetto diventa consapevole del proprio modo di pensare sempre in negativo e della tendenza ad immaginare sempre il peggiore risultato possibile di una determinata situazione. Una maggiore comprensione della propria ansia favorisce l’accettazione e risposte comportamentali più funzionali.

La terapia cognitivo comportamentale insegna al soggetto:

  • a distinguere quando è utile e inutile preoccuparsi e a controllare l'ansia
  • ad imparare a valutare realisticamente e modificare i modelli di pensiero che contribuiscono al disturbo d'ansia generalizzato
  • ad affrontare le situazioni temute, senza cercare di evitarle,il soggetto inizierà a sentire di avere più controllo e quindi si sentirà meno ansioso.
  • tecniche di gestione del tempo e capacità di problem-solving
  • Tecniche di rilassamento, come il training autogeno,respirazione profonda e rilassamento muscolare progressivo che contribuiscono a ridurre i sintomi fisici dell’ansia.

La terapia integrata farmacologica e psicologica

L’associazione di farmacoterapia e psicoterapia cognitivo-comportamentale o interpersonale si è dimostrata significativamente più efficace della sola farmacoterapia o psicoterapia non solo nella cura del disturbo di panico ma anche nella prevenzione delle ricadute nel lungo periodo

 

Come aiutare una persona con ansia generalizzata

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  • Offrire comprensione e sostegno emotivo, come si farebbe con una persona affetta da un’importante malattia fisica
  • Rafforzare la fiducia nelle cure ricordando che già dopo circa un mese di terapia farmacologica, si osserva un miglioramento nella maggior parte dei casi
  • Se compaiono effetti collaterali consigliare di non interrompere i farmaci, ma parlarne con lo specialista di fiducia


A cura di: Alessandro Rotondo, Gitana Giorgi e Ciro Conversano

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