Emotivi anonimi…un film che parla di ansia sociale

Angélique Delange è una maestra cioccolataia con un problema che potremmo definire di ansia sociale per risolvere il quale frequenta un gruppo di sostegnocon persone che hanno il suo stesso problema, chiamato “emotivi anonimi”. Jean-Renè, che possiede una piccola fabbrica di cioccolato chiamato il Mulino di cioccolato, ha anche lui un problema di ansia sociale specifica, essendo terrorizzato dalle donne e dall'intimità con loro.

In precedenza, Angélique aveva studiato come pasticcera ed era diventata una cioccolatiera di prim'ordine in un'altra fabbrica di cioccolato, la Mercier. Un particolare interessante del film è che Angèlique svolgeva la sua attività da casa, totalmente nell'anonimato, tanto che era nota nell'ambiente soltanto con il nomignolo di "eremita". In una scena del film viene mostrato quello che è un tipico comportamento dei pazienti con ansia sociale: evitare il contatto con gli altri, che li imbarazza e li fa sentire inadeguati (nonostante sia vero il contrario!) .

 In questa scena, la protagonista del film, di fronte alla valutazione di maestri cioccolatai che le chiedono come abbia realizzato il suo cioccolato, si paralizza, resta in silenzio e poi scappa via in preda al terrore. Questo sembrerebbe essere l’evento scatenante che porta Angèlique a ricorrere a un gruppo di sostegno psicologico, la costringe a evitare tutte le situazioni in cui le sue doti professionali possano essere valutate e a produrre il suo cioccolato a casa dove nessuno può vederla e giudicarla. Quando il padrone del negozio muore, la donna è costretta a trovare un nuovo lavoro. Nel tentativo di superare le sue paure, Angélique si presenta per un lavoro al “Mulino di cioccolato” e il proprietario, Jean-René, la assume come rappresentante di vendita. Angélique pensa stiano cercano una cioccolataia, ma quando scopre il vero ruolo che dovrà ricoprire si sente mancare l’aria perché parlare con le persone è sempre stato un grande problema per lei. Nonostante le sue difficoltà accetta comunque l’incarico. Il “Mulino di cioccolato” sta fallendo perché fa un vecchio tipo di cioccolato che non vende più bene.

Jean-René, proprietario del “Mulino di cioccolato”, parla del suo problema e del suo terrore per le donne al suo psicologo , che, per metterlo alla prova, gli dà il compito di invitare una donna a cena. In termini comportamentistici potremmo dire che lo psicologo gli propone un esperimento comportamentale di esposizione in vivo. Così Jean-Renè invita proprio Angélique per cui sin dall’inizio sente una certa affinità. La scena del ristorante illustra bene quello che, in ambito cognitivo-comportamentale, viene definito  comportamento protettivo. Jean-Renè, terrorizzato dall’idea di mostrare aloni di sudore ascellare, porta con sé una valigetta con dentro diverse camicie, che nasconde nel bagno del ristorante, in modo da potersi cambiare frequentemente nel corso della serata. Il paradosso di tale comportamento, che nell’ottica di un fobico sociale dovrebbe proteggere dalla possibilità di apparire ridicolo, inadeguato e imbarazzante, è che finisce per provocare esattamente ciò che cerca in tutti i modi di evitare. L’ultimo cambio di camicia, infatti, a causa di un guasto alla luce del bagno, viene effettuato al buio, impedendo a Jean-Renè di accorgersi di aver indossato una camicia piuttosto eccentrica e inadatta rispetto all’abito elegante da lui indossato. Accortosi dello sbaglio e in preda al panico, Jean-Renè abbandona la sua invitata nel mezzo della serata, calandosi dalla finestra del bagno, mettendo quindi in atto un evitamento della situazione, che non farà altro che farlo sentire ancora più inadeguato, impacciato, inetto, goffo e imbarazzato. Altro esercizio che lo psicologo gli propone è quello di toccare qualcuno. Così Jean-René, fuori dalla fabbrica di cui è proprietario, prende la mano di Angélique per scusarsi per la sua fuga alla cena, ma una volta afferrata la mano non sa come lasciarla andare, allora decide di baciarla convinto che lei lo respinga. Invece lei accetta il bacio e se ne danno un altro. Potremmo ipotizzare che l’atteggiamento accogliente, piuttosto che critico e giudicante di Angèlique, nonostante il suo essere stata abbandonata al ristorante e quindi in diritto di essere arrabbiata, dia la forza a Jean-Renè di affrontare questa nuova situazione sociale di confronto con la donna, per lui fonte di estrema ansia e preoccupazione.

Quando si accorge che l'azienda fallirà, se non viene migliorata la qualità del cioccolato, lei aiuta i dipendenti a fare una nuova gamma di cioccolato, sostenendo che ha un collegamento via webcam con il cioccolatiere anonimo precedentemente legato all’azienda Mercier. Il cioccolato ha un notevole successo presso la loro principale cliente, così Angélique e Jean-René si recano a una fierainternazionale del cioccolato per pubblicizzare i loro prodotti. Nell’hotel dove devono alloggiare, pieno a causa dell’evento, per un errore di prenotazione si ritrovano nella stessa camera matrimoniale. Angélique e Jean-René si sono innamoratima non riescono a esprimere i loro sentimentia causa delle loro paure. I due passano la notte insieme e quando Angélique esprime il desiderio di sposarsi e avere figli, Jean-René scappa dall’albergo in preda al panico (evitamento). Quando torna, lei è andata via con l’intenzione di non ritornare più a lavoro. Angèlique in questa scena mostra un lato di se stessa che sembra opporsi drasticamente all’immagine che ha caratterizzato fino a quel momento il suo personaggio. La donna insicura, titubante e dimessa trova il coraggio di parlare di matrimonio e figli dopo una notta d’amore con il suo datore di lavoro. Potremmo ipotizzare in questo comportamento  l’atteggiamento controfobico di colei che, pur spaventata a morte da un’intimità così forte con l’uomo che ama, si mostra alla fine talmente sicura della relazione, da parlare di matrimonio e figli.

Quali saranno le sorti dell’azienda di Jean-Renè? Riuscirà ad evitare il fallimento? Ma soprattutto, quali sarà la sorte dei protagonisti, tanto innamorati quanto spaventati dai sentimenti provati l’uno per l’altra? Riusciranno a superare le loro paure affrontando il rischio di esporsi al giudizio della gente, al rifiuto, alla critica, all’abbandono, alla gelosia e a tutti gli altri ingredienti che caratterizzano qualsiasi relazione umana? Il film ha un finale a sorpresa… Da vedere!

“Emotivi anonimi” è una divertente commedia francese che riesce a cogliere con ironia e amaro realismo i processi mentali ed emotivi tipici nell’ansia sociale e che fa capire come l’unico modo per superare la paura del giudizio altrui e il sentimento ingiustificato d’inferiorità e di incapacità sia quello di esporsi a tali situazioni stressanti, accettando e considerando normale l’ansia ineliminabile e inevitabile dei rapporti sociali, di cui l’uomo ha un bisogno vitale, come l’aria che respira.

 

 A cura di Laura Marchi

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