L'OTTIMISMO SI IMPARA!!!!!

RAPPORTO MENTE-CORPO E BENESSERE PSICO-FISICO

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Corpo e mente sono unità inscindibili, tant’è che qualsiasi problema della sfera emotiva si riflette immediatamente sull’organismo, così come qualsiasi disturbo a carico dell’organismo ha il potere di alterare il tono dell’umore, causando tristezza e crisi di depressione. Dunque si può sostenere che il corpo è lo sfondo di tutti gli eventi psichici con profonda ripercussione del benessere fisico sugli stati d'animo e viceversa, una profonda influenza delle emozioni sul corpo e sul suo benessere tanto da richiedere che qualsiasi malattia fisica venga indagata non solo da un punto di vista medico e psicologico, ma anche considerando l'aspetto emotivo che l'accompagna.

 

Del resto già gli antichi latini erano soliti pensare che ci fosse una reciproca influenza tra benessere fisico e benessere psicologico, riassumendo tale concezione nella celebre massima "mens sana in corpore sano" (la mente è sana se anche il corpo è sano), una massima che ha incontrato nel tempo il favore degli scienziati ed è giunta fino a noi vera, saggia e convincente.

Vi è stata anche un’evoluzione storica, in ambito filosofico, del concetto mente-corpo: da Platone sostenitore di una posizione dualistica  anima-corpo come sostanze distinte e indipendenti siamo passati con Cartesio al problema mente-corpo come rapporto tra processi psichici e processi fisiologici. Nell’epoca contemporanea è ormai da tempo provato che i sistemi nervoso, endocrino e immunitario comunicano tra loro e che quindi la mente, le emozioni e il corpo non sono unità separate, ma interconnesse.

Da tutte queste considerazioni appare evidente quanto sia importante che la medicina sia disposta a guardare e a trattare il soggetto che soffre nell'interezza della psiche e del corpo. Da questo punto di vista la medicina psicosomatica ha il compito di oltrepassare il dualismo psicofisico, che separa il corpo dalla mente, e guardare all'uomo come un tutto unitario dove la malattia si manifesta a livello organico come sintomo e a livello psicologico come disagio.

A tal proposito Seligman (1990) ritiene che l’ottimismo possa influenzare la salute mantenendo le difese immunitarie più attive. Dunque l’ottimismo  è una risorsa naturale molto potente, grazie a cui è possibile affrontare i momenti e le situazioni più difficili. Per contro, la cattiva abitudine di vedere sempre tutto nero costringe in un costante stato di disagio emotivo che rende scadente la qualità della vita.

Seligman sostiene che alla base di queste due modalità di guardare la vita ci siano due elementi: da un lato la sensazione di poter esercitare o meno un controllo sugli eventi, dall'altro il modo con cui ci spieghiamo ciò che ci accade. In questo senso, le persone che si vivono come impotenti, ossia le persone convinte che qualsiasi cosa possano fare non servirà per raggiungere quanto vogliono, saranno con maggiore probabilità più pessimiste delle persone che, al contrario, credono di poter modificare circostanze ed eventi così da raggiungere obiettivi e successi ipotizzati.

La bella notizia è che ottimisti lo si può diventare.

 Infatti, secondo Seligman, l'ottimismo può essere appreso attraverso una serie di abilità che consentono alla persona di passare da uno stile esplicativo pessimista ad uno ottimista attraverso il "dialogare" con se stessa quando deve affrontare una sconfitta.

Anche prendersi cura del proprio corpo è un modo concreto per volersi bene, per piacersi di più, per acquisire maggiore sicurezza di sé, per allentare le tensioni e per riuscire a mettere meglio in pratica le regole del pensare positivo e dell’ottimismo. Da questo è comprensibile e auspicabile il largo uso di varie tecniche come il training autogeno, la visualizzazione, lo yoga, il massaggio, la dieta, l’esercizio fisico, la musicoterapica, la meditazione, ed altre; per modulare la percezione del dolore, dello stress  e per ritrovare l’equilibrio psicofisico.

 

Dott.ssa Gitana Giorgi

 

 

 

Bibliografia:

 

M. Seligman. (1990). Imparare l’ottimismo. Firenze:Giunti.

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