Ansia e manifestazioni ansiose

Cos’è l’ansia?

11Il termine ansia è comunemente utilizzato per indicare l’insieme di manifestazioni psichiche e fisiche che precedono e accompagnano un evento stressante.

 

 

 

Le manifestazioni psichiche dell’ansia includono:

  • Apprensione, irrequietezza, paura
  • Timore e focalizzazione sul pericolo
  • Distraibilità con difficoltà di concentrazione e di memorizzazione
  • Insonnia

Le manifestazioni fisiche dell’ansia comprendono:

  • Palpitazioni e oppressione toracica
  • Sensazione di nodo alla gola e di soffocamento
  • Sensazione di vertigine
  • Nausea, vomito, diarrea, gastralgia
  • Difficoltà a orinare o orinazione frequente
  • Cefalea
  • Sudorazione
  • Assenza (in alcuni casi aumento) dell’appetito
  • Irrequietezza motoria
  • Affaticamento

 

Anche se spiacevole, quando l’ansia è adeguata alle situazioni della vita quotidiana che la inducono,   ha una funzione positiva perché rappresenta un indispensabile meccanismo di allerta che permette di focalizzarsi su un evento importante, potenzialmente rischioso e dall’esito incerto (un esame, un appuntamento, un colloquio di lavoro) e affrontarlo adeguatamente. Tuttavia, quando è costante e/o eccessiva l’ansia diventa una vera e propria malattia che interferisce con le nostre attività e i nostri rapporti sociali, familiari e sentimentali. Le persone affette da ansia patologica sono costantemente tese e impaurite, si preoccupano anche dei più banali eventi della vita quotidiana pensando che la catastrofe sia sempre dietro l’angolo ed evitano (o falliscono) per questo motivo impegni di lavoro, relazioni di amicizia e sentimentali, arrivando così a rinunciare alla vita che desidererebbero. L’ansia diventa così una pesante catena al collo, motivo di frustrazione e angoscia che possono sfociare in episodi depressivi anche grave.

 

Disturbi d’ansia

Le manifestazioni ansiose sono il tratto comune di vari disturbi d’ansia, ognuno dei quali ha caratteristiche sintomatologiche proprie. I principali sono:

  • Disturbo di panico
  • Disturbo d’ansia generalizzata
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Disturbo di ansia sociale
  • Fobie specifiche
  • Disturbo da stress post-traumatico

Trattamento dei disturbi d’ansia

I disturbi d’ansia possono essere curati con successo nella maggior parte dei casi, anche quelli gravi. I trattamenti più diffusi sono la farmacoterapia e le psicoterapie.

Terapia farmacologica.

Prevede l’uso di farmaci ansiolitici e antidepressivi.

I farmaci ansiolitici più comunemente utilizzati sono le benzodiazepine. Hanno tutti efficacia paragonabile, agiscono rapidamente, ma NON VANNO UTILIZZATE QUOTIDIANAMENTE PER OLTRE QUATTRO-SEI SETTIMANE, in quanto il loro uso prolungato determina assuefazione e dipendenza. Questo significa che, se usate troppo a lungo la loro efficacia diminuisce significativamente e, al momento della sospensione, determinano una crisi di astinenza caratterizzata da marcati sintomi di ansia.

Alcuni tipi di farmaci antidepressivi costituiscono una valida terapia dell’ansia. Iniziano a funzionare dopo circa quattro settimane di trattamento e non determinano né assuefazione, né dipendenza. Dal momento che ognuno ha una risposta individuale e specifica al trattamento, non è possibile stabilire a priori quale sarà il farmaco “migliore”: la terapia deve essere “personalizzata” e questo richiede la stretta collaborazione fra psichiatra che prescrive e paziente che riferisce al medico benefici ed eventuali inconvenienti della cura che sta seguendo

Quando la terapia viene prescritta ed assunta in modo corretto e per periodi di tempo adeguati, si osserva la risoluzione dell’ansia nella maggior parte dei casi. A questo proposito, occorre ricordare che:

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  • Come detto sopra. i primi miglioramenti si osservano dopo circa tre-quattro settimane di trattamento
  • La terapia va protratta per almeno quattro – sei mesi dopo la guarigione e, nel caso ci siano stati precedenti episodi di ansia, va continuata più a lungo in accordo con lo psichiatra
  • I farmaci vanno sempre sospesi gradualmente e sotto stretto controllo medico per evitare ricadute
  •  
  • Durante il trattamento andrebbe ridotta, meglio evitata, l’assunzione di bevande stimolanti che contengono caffeina e teina (caffè, tè, coca-cola, bevande “energizzanti” come Redbull, Burns e simili,) che, aumentando l’ansia e favorendo l’insonnia, ostacolano la guarigione. Va anche evitata l’assunzione di alcolici che, oltre a determinare, se assunti in eccesso, alterazioni comportamentali, interagiscono negativamente con i farmaci antidepressivi ed ansiolitici

La psicoterapia

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La terapia cognitivo comportamentale è il trattamento psicoterapeutico più usato per la terapia dei disturbi d'ansia.

La premessa di base della terapia cognitivo - comportamentale è che i nostri pensieri influenzano il nostro modo di sentire. In altre parole, non è la situazione che stiamo vivendo che determina come ci sentiamo, ma la nostra percezione della situazione, quindi è il pensare in negativo  che alimenta le emozioni di ansia e paura. L'obiettivo della terapia è quello di individuare e correggere tali pensieri negativi, attraverso la ristrutturazione cognitiva, in pensieri e credenze più positivi e realistici.

Questo comporta tre passaggi:

  1. Identificare i pensieri negativi. Persone con disturbi d'ansia percepiscono le situazioni  come più pericolose di quello che realmente sono, dunque il primo passo è quello di individuare questi pensieri negativi automatici.
  2. Nella seconda fase, il terapeuta insegnerà come valutare i pensieri che provocano ansia. Si tratta di mettere in discussione i pensieri spaventosi, analizzando le credenze inutili.
  3. sostituire i pensieri negativi con pensieri realistici. Una volta identificate le idee irrazionali e le distorsioni negative è possibile sostituirli con nuovi pensieri più realistici e positivi.

Dunque un altro momento importante della terapia è quello di imparare a riconoscere quando si è ansiosi e che cosa si prova a livello emotivo e di sensazioni corporee.

Per contrastare l'ansia può essere utile l’apprendimento di strategie di coping e di tecniche di rilassamento.


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Inoltre può essere utile:

  • Informarsi sui meccanismi dell'ansia, perchè per superare l'ansia è importante capire il problema.
  • Coltivare le relazioni sociali, solitudine e isolamento favoriscono il terreno per l'ansia, quindi è importante vedere gli amici, entrare a far parte di gruppi di sostegno; condividere le ansie e preoccupazioni con una persona di fiducia.
  • Adottare uno stile di vita equilibrato e  sane abitudini, l'attività  fisica allevia la tensione e l'ansia. Non fare uso di alcol e droga e cercare di evitare l'assunzione di stimolanti come la caffeina e nicotina, poichè possono peggiorare i sintomi ansiosi.
  • Ridurre lo stress, cercare di ridurre al minimo lo stress dalla prorpia vita, come rifiutare carichi di lavoro extra, imparare a dire di no e a rinunciare ad impegni troppo gravanti, ritagliarsi momenti di relax e il tempo per il divertimento e per la cura di sè.

La terapia integrata farmacologica e psicologica

L’associazione di farmacoterapia e psicoterapia cognitivo-comportamentale si è dimostrata significativamente più efficace della sola farmacoterapia o psicoterapia non solo nella cura degli episodi ansiosi ma anche nella prevenzione delle ricadute nel lungo periodo e viene considerata, in base agli studi degli ultimi anni, la terapia di scelta soprattutto nelle forme ricorrenti.

 

Come aiutare una persona ansiosa

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  • Offrire comprensione e sostegno emotivo, come si farebbe con una persona affetta da un’importante malattia fisica
  • Rafforzare la fiducia nelle cure ricordando che già dopo circa un mese di terapia farmacologica, si osserva un miglioramento nella maggior parte dei casi
  • Se compaiono effetti collaterali consigliare di non interrompere i farmaci, ma parlarne con lo specialista di fiducia
  • Esortare a non prendere decisioni importanti (ad esempio, abbandonare la scuola o il lavoro, separarsi dal partner, fare acquisti o vendite importanti, come una casa, un’attività commerciale) fin quando l’ansia (e spesso la depressione) persiste. Questo perché l’ansia fa vedere “tutto nero”, ingigantisce i problemi e crea sfiducia nelle proprie capacità, impedendo scelte serene e obiettive
  • Proporre (ma non imporre!) attività quotidiane, fisiche ed intellettuali, gradite al paziente, ma non eccessivamente stressanti.


A cura di: Alessandro Rotondo, Gitana Giorgi e Ciro Conversano

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